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Una lezione di astrologia: la Teoria dei Domicili planetari
(lettura propedeutica all’articolo su Carlo Goldoni)

Fin qui i nostri “esperimenti” di Laboratorio non hanno avuto bisogno di …particolari alambicchi per distillare le nostre osservazioni.
Di fronte ai vari personaggi studiati ci siamo attenuti alle valenze del loro Sole, Luna e Ascendente, parlando dei vari pianeti che li governavano.
Ma ora, preparandomi a celebrare il tricentenario della nascita di Carlo Goldoni (1707-1793), m’accorgo che, per spiegare le caratteristiche della sua opera e del suo destino, c’è la necessità di fare un discorso sistematico sui pianeti, spiegandovi, nello specifico, i loro Domicili.
Carlo Goldoni, come si leggerà, è fortemente “segnato” da Giove, in quanto il suo Sole e la sua Luna si dividono i due Domicili del pianeta: in quello diurno, nel Segno del Sagittario , si trova la Luna di Goldoni, in quello notturno, nel Segno dei Pesci, il suo Sole.
Diurno?, notturno? ma che significa?, mi sta chiedendo il mio curioso visitatore.
Gli risponderò con l’asciuttezza di Claudio Tolomeo (Tetrabiblos I,1) travasata nel seguente schema con i vari domicili dei 7 pianeti della tradizione antica, quelli cioè visibili ad occhio nudo.

L’attribuzione dei pianeti ai vari Segni dello zodiaco, che diventano così i loro DOMICILI, si fonda su una divisione dello zodiaco che ha per protagonisti il Sole e la Luna. Ad essi, i più importanti corpi celesti, si attribuirono, come loro unico Domicilio, i due Segni in cui il sole raggiunge la sua massima elevazione: il Cancro (solstizio d’estate) e il Leone (estate piena). Il Cancro, Segno femminile e di Acqua divenne il Domicilio della Luna, il Leone, maschile e di Fuoco, del Sole. Dalle loro sedi “sovrane” essi si spartirono lo zodiaco in due emicicli: uno diurno sotto il Sole (Vergine, Bilancia, Scorpione, Sagittario, Capricorno), l’altro notturno sotto la Luna (Gemelli, Toro, Ariete, Pesci, Acquario).

A questo punto toccò ai restanti 5 pianeti prendere domicilio, seguendo una “graduatoria” che teneva conto dei loro tempi di rivoluzione: per primo il pianeta più veloce (Mercurio), per ultimo il più lento ed il più lontano dal Sole (Saturno). Di conseguenza i pianeti ebbero due domicili, uno diurno, se collocati nei Segni illuminati dal Sole, l’altro notturno, se in quelli sotto la Luna. In sintesi:

PIANETI Domicili Diurni Domicili Notturni
MERCURIO Vergine Gemelli
VENERE Bilancia Toro
MARTE Scorpione Ariete
GIOVE Sagittario Pesci
SATURNO Capricorno Acquario

Agli esperti di astrologia e ai neofiti, chini sui manuali di studio, balzerà subito agli occhi chein questi, per quanto riguarda il Domicilio di Marte (in Ariete e nello Scorpione), c’è stato un vero e proprio “tradimento” del pensiero di Tolomeo e della tradizione di cui egli fu sommo sistematore. Ma dirò di più. Tutta la Teoria dei Domicili è imbevuta dei principi di simmetria e di ordine gerarchico (la “scala” planetaria, da Mercurio a Saturno, dal pianeta più veloce a quello più lento, rispetta i dati astronomici delle loro velocità di rivoluzione) che sono alla base della visione cosmologica dell’astrologia. L’astrologia infatti, forse è il caso di ripeterlo, non è solo un mezzo interpretativo o divinatorio, ma una visione del mondo, una filosofia.

Con l’avvento del telescopio si sono scoperti altri pianeti, prima non visibili, e la tribù planetaria ha assistito nel ‘700 alla nascita di Urano, nell’ ‘800 a quella di Nettuno, e nel ‘900 a quella di Plutone.
I nuovi venuti si sono messi in coda agli antichi, adottando i loro domicili, come illustrato qui sotto.

Questi tre nuovi pianeti hanno arricchito le nostre capacità interpretative per molti Segni (sol Toro, Gemelli, Vergine e Bilancia si trovano ancora con un solo pianeta …in casa).
E se, come si dovrebbe, vogliamo essere ligi a Tolomeo, diremo che PLUTONE è in domicilio diurno in Ariete e notturno in Scorpione. Al di là delle significative differenze interpretative (v. nella sezione “Articoli pubblicati”: Van Gogh, un Ariete ad alta tensione), mi preme sollecitare gli studiosi di astrologia a fare “mozione d’ordine” e rimettersi in asse con la storia e la filosofia della nostra disciplina.

Ai non esperti dico che lo studio di questa lezioncina non servirà solo per il Goldoni. Alla teoria dei Domicili faremo ricorso in tutti quei casi in cui i distinguo risulteranno necessari.
E, in due parole, per non lasciarli a bocca asciutta, dirò che diurno, ovverosia solare, è sinonimo di concreto, pratico, finalizzato, mentre notturno/lunare, è sinonimo di astratto, immaginario e gratuito. Ma senz’altro avremo occasione di riprendere questo discorso.